Piccole Tentazioni

               

Le candele sono state la principale fonte di illuminazione fino alla diffusione nell'Ottocento della lampada ad olio, con cui hanno convissuto per un certo periodo, e successivamente dell'elettricità. Le parti che le costituiscono sono due: uno stoppino (o lucignolo), cioè un cordoncino di fili di cotone intrecciati e imbevuti di cera, e il materiale combustibile, cioè la cera.
Per la creazione delle candele vengono usati svariati tipi di cera, fra cui:
- la cera d'api, uno "scarto" della lavorazione del miele (è il materiale con cui le api costruiscono i favi), che brucia lentamente e dona alle candele un gradevole profumo (ed era infatti la sostanza con cui venivano fatte le candele per le case dei ricchi)
- la paraffina, una miscela di idrocarburi che deriva dalla lavorazione del petrolio
- la stearina, che può essere sia di origine animale, quando viene estratta dal sego, o di origine vegetale, quando viene estratta da alcune piante, e fa sì che le candele non colino
- la cera carnauba o altre cere di origine vegetale
- il sego, di origine animale, ricavato dal grasso durante la macellazione
- la cera gel, che è una miscela di resina e olii minerali, di più recente utilizzo
Oltre al tipo di cera da impiegare, anche la scelta dello stoppino è estremamente importante nella realizzazione di una candela: infatti se le sue proporzioni in rapporto al materiale combustibile sono sbagliate la candela può bruciare emettendo fumo o, all'opposto, spegnersi con estrema facilità.
Per preparare una candela ci sono due procedimenti principali: col primo, dopo aver fatto sciogliere la cera a una temperatura controllata, si versa il liquido in appositi stampi. Col secondo invece si immerge ripetutamente uno stoppino nella cera liquefatta fino a che strato dopo strato raggiunge la grandezza desiderata.



Ultimo aggiornamento
27/05/2015